lunedì, 09 novembre 2009
Caro Volso, perdona il ritardo (ormai è la prima frase che dico fin dal mattino anche a me stesso, dopo averlo detto alla gatta). In realtà potrei farti un pappapero perché avevo già scritto sul tema. Prima di incollarti quella risposta, visto che ormai hai il patentino (intendi da pubblicista?), vorrei sapere che esperienze hai già fatto e poi ti rispondo di persona. Qui, ad uso di tutti colopro che sono interessati, I attach the above mentioned issue:
Caro aspirante giornalista, ti rispondo in prima pagina perché immagino che le risposte alle tue domande interessino una marea di persone (visto il successo di pubblico dei miei corsi di traduzione giornalistica). Sarò franco, come l'argomento richiede, anche a rischio di buttare acqua sul fuoco delle speranze. Non sono in grado di indicarti quale master o quale scuola siano migliori degli altri, ma posso dirti senza esitazioni che la tua ultima ipotesi è quella che io ritengo la migliore, cioè che ti sei risposto da solo. Nei master insegnano un po' a tirar via i rudimenti del mestiere, ma è la pratica vera è quella che si fa in redazione: e siccome oggi i soldi sono un problema per tutti, io ti suggerirei di trovare nella tua realtà locale un giornale cui offrire la tua disponibilità, generalmente gratis o per un pezzo di pane. Cerca di trovare un vecchietto che conosce a menadito la cucina giornalistica e affidati a lui, se ancora non l'hanno cacciato. Gli editori, che da più di tre anni si rifiutano di rinnovare il contratto nazionale, non vogliono spendere e il loro dipendente ideale oggi è uno stagista. Allo stesso tempo tendono a liberarsi dei vecchi professionisti che costano troppo. E questo spiega il pauroso calo di qualità: sui siti web di Repubblica e Corriere quotidianamente ci sono strafalcioni grammaticali e solecismi da far rabbrividire. Nelle scuole il mestiere si impara, ma a parte il fatto che sono carissime si esce praticamente da professionisti: le chance di trovare lavoro con la qualifica da professionista (quando uno stagista costa zero o un collaboratore pochi spiccioli) sono minime. Ho due esempi da farti di esperienza diretta e recente: uno dei miei studenti ha cominciato a collaborare con un quotidiano politico di rilievo, mi ha chiesto un sacco di consigli per posta, era portato ed è andato avanti: non è ricco con quello che produce, ma il suo nome in prima pagina c'è e gira e lo considero un bell'esempio. Un altro mio studente, al Master di II livello, me lo sono portato in agenzia, perché ci vedevo la stoffa, si è bevuto ogni parola di quel vecchietto che ti sta scrivendo, ha fatto un anno di stage (perché gli stage si rinnovano se lo stagista rende e non costa niente). Alla fine, siccome valeva, e parecchio,è diventato collaboratore fisso e in attesa di contrattualizzazione. Questa brutta parola lunga e burocratica significa per un giovane diventare giornalista praticante ufficialmente. Dopo 18 mesi di pratica si possono fare gli esami per diventare professionista. In questo momento sono in corso le prove scritte all'Ergife: 570 candidati, tanto per darti un'idea. E fanno tre sessioni d'esame all'anno: mi spiego? Non è raro il caso - soprattutto se uno costringe l'editore a riconoscergli la qualifica di praticante - che quando sei professionista (e costi molto di più) perdi anche il posto. Quindi il mio consiglio è: trovati un giornale, piccolo e solido ed entusiasta, e mettiti a smanettare. Le più grandi firme hanno cominciato facendo i galoppini di cronaca o di giudiziaria, girando per questure ospedali e tribunali. Ma il mestiere si impara così. Per quello che posso, io posso aiutarti leggendoti i pezzi e spiegandoti cosa va bene e cosa va male. Il mio manuale, che trovi qui, può essere di aiuto visto che viene ancora usato in giro per il paese e in qualche scuola. Ma ricorda che le due doti veramente necessarie non te le insegna nessuno: curiosità e passione di raccontare devi averle nel Dna.
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giovedì, 29 ottobre 2009
Chiedo sempre scusa, ma non sapete che cosa significhi un giornale nuovo nei contenuti, cambiato nella grafica, etc. Significa dall'alba alle dieci di sera! Sorry again e grazie Grazia: ma  non  preoccuparti,il babbo va un po' meglio, cammina e parla molto più chiaramente. 
Rapidissimamente i dubbi, se ti servono ancora, Emanuela. Ma non ho dubbi:

slopposite è un composto di sloppy, arraffazzonato, casinistico, e opposite il contrario: ti ho chiesto una cosa e hai fatto un guazzabuglio del contrario

silverbright è quella cosa per cui mi ricordi che devo ricomprare lo shampo fatto apposta per dare un capello argenteo brillante (altrimenti i capelli bianchi diventano giallastri, specialmente se ci fumi sopra come dice il mio barbiere).

randymad è ovvio se si sa che randy vuol dire uno allupato, in questo caso è arrapato pazzo,m'arrazzo si direbbe a Roma.....

Non resisto mai a una battuta pur ricordandomi che Oscar Wilde si è  beccato due anni di lavori forzati per aver detto al giudice che gli chiedeva se avesse baciato quel ragazzo: non avrei mai potuto, è troppo brutto...


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mercoledì, 14 ottobre 2009
Ah, dimenticavo (prova di quanto sono sveglio): per la faccenda dello stomach dropping feeling, a me piacerebbe "un vuoto allo stomaco" che in italiano ha sempre voluto dire proprio quella roba lì, ma potrei spingermi anche a "un senso di nausea" dipende sempre dal contesto e dal tono generale dell'argomento.

Dimenticavo anche che non è quasi un mese ma più di un mese... compatitemi, please
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mercoledì, 14 ottobre 2009
Che vergogna! Sono tanto in ritardo che scopro solo adesso la nuova veste grafica e ho appena perso il post che stavo scrivendo. D'altra parte sto festeggiando il mio augusto genetliaco oggi con un ascesso pazzesco e la faccia come un pallone, quindi non stupirò per altre sciagure, anche se l'oroscopo di Google mi assicura che va tutto benissimo. Quindi secondo loro va benissimo quando ti alzi alle 6, scrivi e componi graficamente, foto incluse, una pagina di speciale culturale, storia ed economia, poi vai al giornale che non si trova posto a piazza delle Muse perché sei andato in macchina perché intanto ti hanno chiuso la stazione di Campi Sportivi (se no non si divertivano) ma poi comunque devi andare  in ospedale a via della Pisana che naturalmente è dall'altra parte di questa capitale araba, poi vai al giornale a scrivere e comporre graficamente, foto incluse, due pagine di economia nazionale. Poi vai a casa e la gatta ha le paturnie perché stasera le andava il salmone che non c'è. Non mi sorprende che un paio di sere mi sono addormentato alle nove, una sera a metà della partita dell'Italia, che magari è meglio così. Ma almeno, vivendo così, non corro il rischio di inciccionirmi. Ho visto il quesito dal computer portatile col quale più di una volta ho scritto pezzi urgenti nel bar, nel cortile dell'ospedale (mio padre sta meglio ma la rieducazione è lunga e frustrante). Ho scritto anche in treno e mi manca solo un autogrill. Che  strano a me è venuto immediamente "mi sono inciccionita a forza di stare sul lettone di mammà," compreso l'accento che rende l'idea. Inquartare è carino ma mi sembra più da uomo. Mi rendo conto di aver scritto un post un po' joyciano. consciousness stream. Potrebbe sembrare il monologo di Molly ma ci sono troppe virgole e troppo poco sesso. Purtroppo. Vi voglio bene anche quando non vi scrivo....
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mercoledì, 09 settembre 2009

Scusate il ritardo, naturalmente  c'è una ragione, di natura familiare, guai con il babbo in ospedale, ma il peggio è passato. Ho così scoperto bellurie aggiuntive di questo paese ineffabile. Nell'emergenza ho dovuto prendere la Freccia d'argento. Arrivo trafelato a Lamezia e trovo tutte le biglietterie chiuse. Un edicolante cortese mi spiega: " forse potrebbero aprire nel pomeriggio...". E io come faccio? C'è la macchinetta automatica. Un cartellaccio spiega che non accetta contanti: dopo anni di smanettamenti in pochi secondi ottengo il biglietto. Ma non godo del successo, nel vedere le facce di vecchine senza biglietto, senza informatica e senza code. Il treno arriva lo prendo al volo. E scopro che il biglietto non vale per quel treno: Il capotreno mi spiega che siccome è affollatissimo lamacchinetta emette automaticamente il biglietto per il fast train successivo. Senza chiederti se ti sta bene. Dieci euro di multa, passato il problema. E poi un posticino l'ho trovato. All'ospedale di Roma trovo una dottoressa gentilissima alla quale chiedo se mi conviene, visto che sta meglio, andare giù e ritornare in auto dopo due o tre giorni. Sa, l'ho lasciata dietro la stazione... Dove? A Lamezia. Non so se la ritrova. Lo temo anch'io, ma lei come fa a saperlo?. Sono di Catanzaro. Io lavoro al Domani e ho casa all'Eucaliptus.  Io ho casa al mare all'Eucaliptus. Small   place, isn't it?  Avendo avuto un periodo un po' travagliato tra emergenze, intervista Tv, e un paio di pagine al giorno da scrivere e comporre da solo con un nuovo sistema editoria, ho potuto leggere solo tre libri: l'ultimo Montalbano, L'equazione dell'anima, bellissimo saggio sull'amicizia fra Jung e un premio Nobel della fisica, assolutamente affascinante (l'autore è Arthur Miller, ma non quello di Marilyn)  e riletto a cima a fondo Tutte le poesie di T.S.Eliot, edizione Bompiani, con testo a fronte di Sanesi che è la cosa più comica che io abbia letto: piena di strafalcioni che nemmeno i mie studenti più negati... contemplo sempre l'idea di scrivere un libello basato su questi errori. Tremendi, ma tremendi, Mi basta ricordarvi sono solo uno buono ad avvisare il sovrano (to advise).... 

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sabato, 29 agosto 2009
Grazie dei complimenti. I wasn't fishing for compliments (ma come si traduce in italiano questa bellissima espressione?), ho proprio avuto questa impressione. Al commentatorolo che vuole sapere dove si trova il libro, mi piacerebbe saperlo. Da tempo volevo regalarvelo, ma siccome che, no?, praticamente m'è morto il computer, devo aspettare che me lo rimandino. Per fortuna c'è il file del manoscritto aggiornato e aspetto che me lo rimandino.
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giovedì, 27 agosto 2009
Alessia, grazie della segnalazione, mi sono rivisto e ho scoperto di essere vecchissimo e bianchissimo! Intanto sono andato a vedermi l'attore scelto per fare Barney e sono a dir poco indignato. Partiamo col concorso. Io ne conoscono almeno dieci, cento, mille più barneosi di questo. Mi piace barneoso. Ieri ho trovato d'in per me un buon sostituto per smanettare, se si deve usare il cervello: smeningiare. Beh quelli del casting per il film sulla Versione di Barney secondo me non hanno smeningiato abbastanza....  Baci for now
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mercoledì, 26 agosto 2009
Sono vivo, e pure nero, e pure dotato di nuovo note book con pennina per cui mi collego da dove mi pare ora. Sono in Calabria a giocare al giornalista (45 anni di iscrizione all'ordine compiuti ma credo davvero che sia quello che voglio fare da grande). Il Domani mi ha chiesto una mano e mi diverto una cifra (I amuse myself a figure). Volevo avvertirvi che domenica scorsa sarei andato in Tv ma erano le 8,30 e i miei ragazzi a quell'ora sono appena andati a dormire... Mi hanno trascinato dalla Calabria a Roma e ritorno in aereo, albergo e cena e limousine tutto compreso per dire insieme a Carlo Croccolo che Marilyn era la più grande di tutte. Potevano parlare di più ma pazienza... Fa sempre piacere sapere che dopotutto sei immortale, direbbe Oscar Wilde. Mi siete mancati. Sì, organizziamo un dibattito su Barney. Adesso vado a vedermi la faccia di chi lo farà: spero di non indignarmi troppo...Spero abbiano capito il finale del libro... Prometto dxi
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venerdì, 26 giugno 2009
Scusate il silenzio causato da una serie di eventi (nulla di grave), ma prima della pausa estiva vorrei segnalare i livelli di eccezionale sensibilità giornalistica della nostra Tv nazionale. TG2 delle 17.30, titoli: 1 Il governo approva nuove misure anti crisi 2 Chiuso parco giochi nel Foggiano 3 Si indaga sulla sparatoria nel campo di calcetto nel Crotonese 4 Morto Micheal Jackson. Avete letto bene: manco il nome Michael sanno spellare. E a caratteri cubitali fa proprio effetto. Durata del servizio 30 secondi, tema principale: aveva un sacco di debiti. Nessun accenno al fatto che il suo disco più famoso ha il record del più venduto nella storia dell'umanità (Thriller, oltre cento milioni di copie). Nello stesso momento su Bbc e France 24 erano alla settima ora di trasmissione ininterrotta. Chiedo scusa per lo sfoghetto. Spero che gli esami stiano andando bene e complimenti ai laureati della settimana. Lo so che ci sono stati, lo so...
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venerdì, 05 giugno 2009
 

Anche ieri, per circa un'ora, mi sono cuccato tutto il discorso di Barak Hussein Obama all'Università del Cairo e anche ieri, dopo un po' avevo il groppo in gola. Ho già scritto parecchio sul modo di parlare di Obama ma vorrei richiamare la vostra attenzione oggi sul discorso di ieri, perché è l'ennesimo esempio di come bisognerebbe parlare e scrivere: da un punto di vista retorico non c'è il minimo ricorso alle figure tanto care agli altri politici, mai un giro di parole tortuoso. La frase più lunga che ho trovato è tre righe e mezzo. Il genio sta nel trovare esempi che ti folgorano nella loro semplicità: “l'ultimo senatore musulmano in America ha giurato sul Corano che apparteneva a Thomas Jefferson”. “Mi chiamo Barak Hussein Obama”. Non si dimostra né forza né potere lanciando razzi su bambini che dormono o vecchiette su un autobus: così non si rivendica autorità, al contrario la si cede”.“C'è una regola che giace nel cuore di ogni religione: fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te. Questa verità trascende nazioni e popoli: una convinzione che non è nuova; che non è né bianca, né nera, né marrone; che non è né cattolica, né islamica né ebraica. È una convinzione che pulsava già nella culla della civiltà e che ancora oggi batte nel cuore di miliardi di persone nel mondo. È la fede negli altri ed è quello che mi ha portato qui oggi”.

Se in 45 anni di frequentazione con discorsi di Presidenti e politici ho trovato pochissimi uguali a questo tipo di prosa (e sempre all'estero e a livelli come quello di Winston Churchill, non per nulla Nobel per la letteratura) un motivo ci deve essere. Questo signor Barak Obama parla per dire cose, non per mascherare cose di cui non sa nulla o su cui sta mentendo, come fanno i nostri politici. Quindi può permettersi di dire cose basate su soggetto verbo e predicato, con qualche raro aggettivo qua e là. Leggetevi il monito a Israele, leggetevi il monito a Hamas. In quindici parole trovate tutta la sostanza della situazione in Medio Oriente. Nemmeno quando parla bene dell'Islam e delle sue conquiste culturali è adulatore o retorico: elenca fatti. Per evitarvi fatiche in tempi di esami, vi accludo qui a fianco nei media l'intero discorso: chiunque voglia imparare a scrivere - in qualunque lingua al mondo - qui troverà pane per i suoi denti. Al tempo stesso e per tutti i suddetti motivi, questo è anche il discorso più traducibile della storia, a parte il discorso della montagna o delle beatitudini. Credo abbia il più alto indice di leggibilità di Flesch che ho mai visto in vita mia. Meditiamo gente, meditiamo.



postato da: carlobassi alle ore 15:38 | Permalink | commenti (5)
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